martedì 17 luglio 2007

egiziani: la nostra musica


ecco cs mi hanno detto in egitto dei musicisti del posto:

Alcuni musicologi ritengono che la musica liturgica della chiesa copta provenga direttamente dalla musica dell’antico Egitto.
Si considera l’inizio della tradizione musicale egiziana intorno al VII sec. in Sirya. La prima musica araba discendeva dagli stili bizantini, indiani e persiani, a loro volta influenzati dalla musica semitica e greca.
Come la musica africana, quella araba ed egiziana presentano forti elementi di improvvisazione e ritmo.
La musica araba usa microtoni, o note non presenti nella scala musicale classica. La musica egiziana si caratterizza per essere un mix di influenze arabe, africane ed occidentali.
Dal 1910 la musica pop riscuote un consenso unanime, ascoltata come la musica folk. Nell’ultimo quarto del XX secolo, la musica egiziana costituì un modo per comunicare elementi sociali e di classe.
Il canto è sicuramente parte integrante della musica egiziana, sebbene questo non abbia molto a che fare con l’impatto della cultura dell’antico Egitto e la cultura sulla musica araba.
Nei paesi arabi imparare a suonare gli strumenti inizia con l’apprendimento dei magam attraverso il canto.
Tale interesse nei confronti del canto ha dato vita a diversi generi di canto, alcuni dei quali di seguito elencati:
Muashahah
Mawwal
Dawr
Qaseeda
Nasheed
Taqtuqah
Oggi la musica è onnipresente nelle strade, nelle case, negozi, non si sfugge. I gusti si mescolano in un allegro rumore, dai grandi nomi della musica araba (tipo Oum Kalsoum, Abdel Halim Hafez Abdel Wahab) a quelli della musica pop di cui i giovani sono appassionati.
Oum Kalsoum, la grande signora egiziana della musica araba, è cara al cuore degli egiziani. Tra i suoi più grandi successi: Enta Omri (Tu, la mia vita), Alf Leila wa Leila (Mille e una notte), Sirat el Hob (La Storia dell’amore). Musica e canzoni spesso durano spesso anche quindici minuti.
Abdel Halim Hafez, l’usignolo egiziano, è stato paragonato a Frank Sinatra. E’ sicuramente il cantante egiziano preferito, infatti le vendite dei suoi dischi ancora oggi lo dimostrano.
Amr Diab, è il cantante preferito dalle nuove generazioni grazie al suo stile e alle sue musiche innovatrici.
Molto meno conosciuta in città, difficilmente disponibile in cassetta, la musica tradizionale è sicuramente la più interessante e si può apprezzare solamente sul luogo, come la musica della Nubia dalle tonalità africane, come la musica delle sponde del Nilo, percussioni nelle oasi.

Istituto di Musica Araba
La nascita dell’istituto di Musica Araba risale al 1914 quando, in uno sforzo per salvare la musica orientale, Mustafa Bey Reda organizzò il primo incontro di musica orientale. A quel tempo la musica orientale non riscuoteva alcun interesse, risentiva di una certa stagnazione e deterioramento. All’ incontro generale del 1921 il governo assegnò al club un pezzo di terra che oggi è Ramses Square. Solo un anno più tardi il club di musica orientale venne inaugurato sotto il patrocinio del re Fuad I e, di conseguenza, fu chiamato Reale Istituto di Musica Araba. Il suo obiettivo principale era la promozione della musica araba tradizionale, la diffusione delle teorie musicali e la loro composizione.
Nel 1932 si tenne la prima conferenza di musica araba con la partecipazione di musicisti provenienti da tutto il mondo arabo e numerosi orientalisti.
Il loro comune obiettivo era di elevare gli standard della musica orientale.
Col tempo, purtroppo, l’edificio fu abbandonato e cadde lentamente in uno stato di degrado, ciò ne causò la chiusura.
Nel 2001, sulla base delle direttive del Ministro della Cultura, la costruzione fu considerata come un’antichità egiziana ed associata al Centro di Cultura Nazionale “Cairo Opera House”. Da quel momento e per oltre un anno ha subito un’opera di restauro notevole sia negli arredi interni sia in quelli esterni fino a renderne nuovamente la bellezza originale.
Il contributo maggiore è il museo dedicato a Mohamed Abdel Wahab, nota star del cinema e della musica egiziana a cui, appunto, è stato tributato un museo che, oltre a raccogliere testimonianze del suo lavoro e della sua vita, contiene anche la Movies Hall e la Audio-Visual Hall , e il museo di strumenti musicali. Quest’ultimo possiede una splendida collezione di antichi strumenti, alcuni dei quali ritenuti unici tra cui un pianoforte con tasti aggiunti. Essi sono usati per suonare melodie orientali con intervalli notevolmente più brevi di quelli conosciuti dai sistemi musicali occidentali. C’è anche un koto giapponese, un sitar indiano ed un santur della Turchia.

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